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Cosa è FakePress

FakePress produce pubblicazioni cross mediali, multi autore, a finale aperto, secondo un approccio etnografico contemporaneo, usando tecnologie mobili, piattaforme location based, spime, interfacce naturali, interaction design.

FakePress è il risultato di un processo di ricerca orientato verso il ragiungimento di due obiettivi principali:

  • l'analisi degli attuali modelli editoriali, il loro stato di crisi e le possibilità offerte dal mondo contemporaneo per la loro ridefinizione, utilizzando i nuovi modi in cui è possibile creare, condividere e disseminare conoscenza, cultura e narrative;
  • la progettazione di media ibridi che si adattino alle modalità in cui noi percepiamo i nostri corpi, le nostre relazioni, la nostra presenza nelle città e negli ambienti naturali nel mondo contemporaneo, in cui le nostre percezioni sono aumentate attraverso paesaggi informazionali multipli che sono costantemente sovrapposti alla realtà ordinaria; in cui le città, le architetture e i corpi sono coperti di codici provenienti dal commercio, dalla politica, dalle mode e dai processi che definiscono nuovi strati di realtà, su cui è possibile aprire nuovi discorsi e spazi di dialogo; in cui il progresso tecnologico e scientifico apre le possibilità per la creazione di ponti tra persone, oggetti, processi e luoghi, ridefinendo il modo in cui percepiamo, usiamo e comunichiamo le nostre identità, che diventano multiple, aperte, accessibili, interattive.

FakePres prodice pubblicazioni mix mediali che utilizzano diverse tecnologie per riconcettualizzare le attuali forme narrative, i libri, e gli altri tipi di prodotto editoriale. Gli SPIME, le tecnologie mobili e location-based, i sensori, le intelligenze artificiali e le interfacce naturali sono usate per creare narrative dislocate, distribuite temporalmente, multi-prospettiva, pervasive ed ubique, secondo un approccio possibilistico e una metodologia etnografica centrati sui domini esperienziali, relazionali ed emozionali.

Projects

Ubiquitous Anthropology

Il progetto Ubiquitous Anthropology è stato creato come risultato di una ricerca etnografica in Mato Grosso (Brasile), presso una aldeia, un villaggio Bororo vicino Merurì. Le circostanze hanno permesso ad un gruppo di antropologi di osserfare un rituale funerario raro e complesso, in cui il corpo della persona morta viene seppellito e poi riesumato dopo diverse settimane per essere sottoposto a colorazione, trattamento e trasformazione. Il teschio, in particolare, dopo essere stato attentamente (e amorevolmente) ripulito, è cosparso di urucum rosso, impiumato con piume di pappagallo (arara) e irrorato di sangue vivo, secondo il rituale che richiede che sia gli uomini che le donne vengano sacrificate usando denti di piranha.

Il teschio piumato in questo modo si trasforma in una arara totemica, un antenato primogenio: la morte diventa un viaggio alle origini, verso quello che esisteva prima della vita, secondo una concezione ciclica.

Molti antropologi hanno provato a fissare nelle pagine dei loro appunti lo stupore, paura e momenti tristemente amorosi di questo rituale macabro.

Queste narrative, però, rimanevano confinate in una dimensione letteraria: alcune volte le pagine di un libro non prendono in considerazione il coinvolgimento visuale, cinestetico e auditivo tipici delle disturbanti e emozionanti osservazioni etnografiche. Le molte voci, a volte dissonanti, a volte disorientanti, presenti sul campo, e le molte persone incontrate durante la ricerca sono trasformate in una prosa che spesso rappresenta un limitato numero di punti di vista. L'autorità rappresentata nei libri etnografici è quasi sempre quella dell'antropologo, che osserva, interpreta, descrive e determina. Le relazioni e i libri etnografici sono raramente co-prodotti e co-firmati assieme dagli antropologi e dai soggetti, i cosiddetti 'nativi'.

L'antropologia critica contemporanea ha mostrato i limiti di questo metodo etnografico, che presenta un approccio monologico che non rende giustizia alle dinamiche dialogiche e polifoniche della ricerca sul campo, in cui le visioni del mondo, i credo, e le abitudini dell'antropoloco si incontrano (e collidono) con quelle dei soggetti studiati, e presenti nelle zone di contatto.

Secondo queste nuove correnti di antropologia culturale, le esperienze di ricerca sul campo e le relazioni che seguono dovrebbero essere aperte verso forme di co-creazione multi-autoriale, in cui i confini tra l'antropologo-osservatore e dei soggetti-osservati si sfochino, e in cui tutti i soggetti presenti sulla scena abbiano il diritto (e la possibilità) di esprimere il proprio punto di vista e le loro proprie narrative.

Il progetto di Antropologia Ubiqua (Ubiquitous Anthropology) ambisce a oltrepassare i limiti dell'etnografia classica esplorando nuove, plurali forme di rappresentazione della ricerca sul campo, traendo vantaggio da scenari tecnologici innovativi: media location-based, storie a finale aperto, e dinamiche narrative emergenti. L'idea è di esplorare le configurazioni e i potenziali di nuovi formati editoriali che considerino la sempre maggiore diffusione di dispositivi mobili (come l'iPhone) che abilitino pratiche cross-mediali e geolocalizzate e, quindi, la possibilità di attuare (e pubblicare) composizioni tra media di varia natura, connesse a coordinate geografiche specifiche.

iSee

iSee è una applicazione mobile di realtà aumentata che consente di interagire con i loghi dei prodotti che si trovano nei negozi e nei supermercati: scattare una fotografia ad un qualsiasi logo e ottenere informazioni istantanee sulle politiche ambientali e di responsabilità sociale del suo produttore. Le persone possono interagire usando la piattaforma. In questo modo i loghi possono diventare spazi di discussione, opportunità di promuovere produzioni biologiche come alternative a quelle industriali, o per creare dialoghi e informazione su ambiente, ecologia, sostenibilità, economie alternative.

NeRVi - NeoRealismoVirtuale

NeoRealismoVirtuale (NeRVi) è un atlante globale del progetti artistici e scientifici che utilizzano tecniche di realtà aumentata. E' navigabile su web o attraversando città ed architetture, usando la sua versione location-based su dispositivi mobili. Può essere usato per avere esperienza o per informarsi su esperimenti, performance ed opere d'arte in realtà aumentata, direttamente nei luoghi dove sono state create: un prodotto mix-mediale che è sia uno strumento scientifico che una guida turistica tematica peculiare ed immersiva.

Call for Proposals

FakePress è un processo continuo di ricerca multidisciplinare, ed anche una iniziativa imprenditoriale. Una "call for proposals" è aperta in maniera continuativa per ricercatori, artisti, designer e per tutte le altre forme di creativi, per progettare e istanziare nuove pubblicazioni.

Contatti

Potete contattare FakePress all'indirizzo:

[ info@fakepress.net ]

What is FakePress

FakePress produces cross media, open ended, multi author publications with a contemporary ethnographic approach, using mobile technolgies, location based platforms, spimes, natural interfaces, interaction design.

FakePress is the result of the research process that is aimed towards two main objectives:

  • the analysis of current publishing models, their current state of crisis and the possibilities offered by the contemporary world to redefine them, leveraging the new ways in which it is possible to create, share and disseminate knowledge, culture, narratives;
  • the design of hybrid media that adapt to the ways in which we perceive our bodies, our relationships, our presence in cities and in natural environments in today's world, in which our perceptions are augmented through multiple digital infoscapes that are constantly superimposed to the ordinary reality; in which cities, architectures and bodies are filled with codes coming from commerce, politics, trends and processes defining new symbolic layers onto which it is possible to open new discourses and dialogues; in which the advances in science and technology open up the possibilities to create bridges among people, objects, processes and places, redefining the way in which we perceive, use, communicate and share our identities, becoming multiple, open, accessible, interactive.

FakePress produces mixed-media, multi-author, open-ended publications that leverage several technologies to reconceptualize current narrative forms, books, and other editorial products. SPIMEs, mobile and location based technologies, sensors, artificial intelligence and natural interfaces are used to create dislocated, time-warped, multi-perspective, pervasive and ubiquitous narratives with a possibilistic approach and an ethnographic methodology that is centered on experiencial, relational and emotional domains.

Projects

Ubiquitous Anthropology

The Ubiquitous Anthropology project was created as a result of ethnographic research in the Brazilian Mato Grosso, in an aldeia, a Bororo village near Merurì. Circumstances allowed a group of anthropologists to observe a rare and complex funeral ritual, in which the body of the dead person is buried and then exhumed after several weeks to be subjected to coloration, processing, and transformation. In particular, the skull, after having been carefully (and lovingly) cleaned, is sprinkled with red urucum, feathered with parrot plumes (arara) and doused in live blood, according to a ritual that requires that both men and women are sacrificed using piranha teeth.

The feathered skull thus transforms into a totemic arara, the primogenial ancestor: death becomes a journey to the origin, toward what existed before birth according to a cyclical conception .

Many anthropologists have tried to affix the dizziness, fear, and lovingly sad moments of this macabre ritual to the pages of their accounts .

However, these narratives always remain confined within a literary dimension: sometimes the pages of a book do not account for the visual, kinesthetic, and auditory involvement of the disturbances and thrills typical of ethnographic observation. The many, sometimes dissonant, sometimes disorienting voices presented in the field, and the many people encountered during the research are translated into a prose that often represents a limited number of viewpoints. The authority represented in ethnographic books is almost always that of the anthropologist, who in principle observes, interprets, describes, and determines. Ethnographic accounts and books are rarely co-produced and co-signed together by the anthropologist and the observed subjects, the so-called ‘natives’.

Contemporary critical anthropology has shown the limits of this ethnographic method, which presents a monologic approach and does not do justice to the dialogic and polyphonic dynamics of field research, in which the world views, beliefs, and habits of the anthropologist meet (and collide) with those of the subjects studied and present in the contact zones .

According to these new currents of cultural anthropology, field research experiences and the ethnographic accounts that follow should be opened toward forms of co-creation and multi-authority, in which the confines between the anthropologist-observer and the observed subjects blur, and in which all of the subjects present on the scene have the right (and the possibility) to express their point of view and their own narratives.

The Ubiquitous Anthropology project aims to surpass the limits of traditional ethnography by exploring new, plural forms of field research representation, taking advantage of innovative scenarios and technologies: location-based media, open-ended stories, and emerging narrative dynamics. The idea is to explore the configurations and potential of new publishing formats that consider the ever-increasing diffusion of mobile devices (such as the iPhone) that allow cross-media geo-tagging practices and therefore the possibility of exploiting (and publishing) media compositions of a various nature, linked to specific geographic coordinates.

iSee

iSee, a mobile augmented reality application that allows to interact with the logos of the products found in shops and supermarkets: take a picture of any logo and get instant information on its manufacturer's social responsibility and environmental policies. Persons can interact by using the platforms. Logos can become discussion spaces, chances to promote biological productions as alternatives to industrial ones, opportunities to create dialogues and information flows dealing with ecology, sustainability, alternative economies.

NeRVi - NeoRealismoVirtuale

NeoRealismoVirtuale (NeRVi) is a global atlas of the scientific and artistic projects using augmented reality techniques. Browse it on the web or use it while walking through cities and architectures by using its mobile, location-based version, to experience and learn about augmented reality experiments, performances and artworks directly where they have been created, in a mixed media product that is both a scientific tool and a peculiar and immersive thematic travel guide.

Call for Proposals

FakePress is an ongoing multidisciplinary research process, as well as an entrepreneural initiative. An on-going call for proposals is constantly open for researchers, artists, designers and all creatives, to instantiate new publications.

Contacts

You can contact FakePress at:

[ info@fakepress.net ]